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Russo (Pd): «Ridotto di 13 milioni di euro il fondo per la riqualificazione di Certosa e Campasso. Piciocchi non smentisce il taglio, promesse tradite»

Il vicesindaco facente funzioni in Consiglio comunale: «Più che di un taglio si tratta di una rimodulazione temporale di un finanziamento che era già spalmato in un certo numero di anni. Quando anche fosse un taglio, e non lo è, vorrebbe dire che abbiamo 199 milioni meno 13. Allora adesso la priorità che abbiamo più che l’integrità di questo plafond, è mettere a terra tutti gli interventi che devono essere finanziati con queste risorse»

Durante la seduta consiliare odierna, le consigliere del Partito Democratico Monica Russo e Vittoria Canessa Cerchi hanno presentato un’interrogazione urgente per chiedere chiarimenti alla Giunta sulla riduzione di 13 milioni di euro destinati alla riqualificazione e agli indennizzi per i quartieri di Certosa e Campasso.

«Abbiamo appreso dalla stampa del taglio di 13 milioni su un progetto di vitale importanza per le comunità di Certosa e del Campasso. Si tratta di una decisione ingiustificata che rischia di avere un gravissimo impatto sul tessuto sociale di quartieri che attendono da anni gli investimenti promessi e mai realizzati» ha dichiarato la consigliera Monica Russo.

«A quanto ho potuto verificare, più che di un taglio si tratta di una rimodulazione temporale di un finanziamento che era già spalmato in un certo numero di anni, ora precisamente non ricordo quanti, e così va letto – ha risposto nella sala Rossa di Tursi il vicesindaco facente funzione Pietro Piciocchi -. Credo che addirittura nel testo dell’emendamento che poi ha portato all’adozione di questa norma questo aspetto sia specificato molto bene. Quindi io non farei degli allarmismi anche perché ricordo che quando anche fosse un taglio – e ripeto non è un taglio – vorrebbe dire che abbiamo 199 (milioni n.d. r.) meno 13, allora adesso la priorità che abbiamo, francamente, più che l’integrità di questo plafond, è la spesa, è mettere a terra tutti gli interventi che devono essere finanziati con queste risorse. Per la qualcosa, come è noto, noi stiamo procedendo con la predisposizione del progetto di fattibilità dell’opera di riqualificazione. Stiamo operando in questo momento per l’acquisizione dell’area Facchini, in attesa della perizia dell’Agenzia delle Entrate, più tutta una serie di altri interventi che ci vengono impegnati a Fegino, a Certosa, a Rivarolo e Campasso-Sampierdarena. Quindi, dico la verità, giustamente dobbiamo assolutamente salvaguardare le risorse. Sappiamo che questo tipo di rigenerazione che noi abbiamo in mente probabilmente necessiterà incrementi di ulteriori risorse, ma la priorità che in questo momento vedo è quella di accelerare il più possibile per l’attuazione delle prime fasi previste nei vari accordi che avevamo, in particolar modo i due accordi che avevamo stipulato e che abbiamo stipulato con il Ministero e con RFI e che ci vedono soggetti attuatori, in questo metto anche la definizione degli indennizi del PRIS. Come è noto il PRIS è partito, abbiamo chiuso la parte di Fegino, adesso iniziamo ad approcciare quella di Certosa a Rivarolo. Il PRIS naturalmente lavora sugli elementi che saranno forniti dal gruppo di progettazione per quanto riguarda i criteri minimi ambientali. Allora questa macchina si è messa in movimento. Ne approfitto anche per dire che abbiamo in calendario una serie di incontri nelle varie delegazioni interessate dall’intervento proprio per spiegare quello che è lo stato dell’arte, per condividere quelli che sono i progetti, i masterplan, le suggestioni. Dopodiché, ripeto, il tema delle risorse lo affronteremo ma non è un tema, anche questa rimodulazione che oggi ci blocca in qualche cosa, dico la verità, perché probabilmente noi arriveremo ad un livello di spesa di 199 meno 13, quindi ad un livello di spesa di 186 milioni, nel giro di qualche anno quindi non è un problema attuale e quando arriveremo a quel livello di spesa probabilmente avremo necessità per completare gli interventi di una somma decisamente superiore ai 13 milioni, questo è il punto. Somma che, ormai, in quella che è un po’ l’esperienza che ho maturato in questi anni non mi spaventa nel senso che nel momento in cui abbiamo un progetto forte di rigenerazione, di riqualificazione urbana ci sono poi anche le opportunità di ottenere e conseguire le risorse che mancano.

«Il vicesindaco reggente Piciocchi, non negando il taglio – parla di una ‘rimodulazione’ – e suggerisce di concentrarsi sulla messa a terra degli investimenti, piuttosto che sull’integrità del budget – commenta Monica Russo -. Tuttavia, i cittadini e i commercianti non possono accettare giustificazioni generiche di fronte a una decisione così penalizzante. Questo ennesimo disimpegno si somma infatti alle numerose promesse non mantenute dall’amministrazione Bucci-Piciocchi: assemblee pubbliche mai calendarizzate, un protocollo sulle merci pericolose mai approvato, un infopoint a Sampierdarena mai realizzato, il progetto di copertura di Via Ardoino-Landi mai elaborato, e una totale mancanza di trasparenza sugli indennizzi” ha aggiunto Russo.

«Il problema è che siamo in ritardo su tutto – aveva detto la consiglier aDem in consiglio comunale -. Sentirmi dire che tanto ce ne sono 199, anche se ce ne sono 13 in meno onestamente non me l’aspettavo, mi pare una banalizzazione. La rimodulazione temporale è un altro modo per dire che questi 13 milioni allo Stato potrebbero non essere prontamente utilizzabili. Ricordo poi tutte le cose che sono state promesse e a cui non è stato dato seguito E sono anche robe tutto sommato banali. Abbiamo un’interrogazione del 2024 dove si chiedevano assemblee pubbliche e l’approvazione del protocollo di divieto delle merci pericolose. È più di un anno, forse due, che lo stiamo aspettando. L’Infopoint promesso a Sampierdarena, mai mantenuto. Un progetto specifico sulla copertura di via Landi che sarà fatto dal progettista del progetto di fattibilità Boeri, eccetera Ma ancora non c’è. Gli indennizzi alle persone. Quindi c’è un problema su questi 13 milioni? Sì, perché le persone chiedono e vogliono essere rassicurate proprio perché questi sono interventi massivi che interverranno sui quartieri in maniera pesante Quindi dubitiamo e abbiamo dubbi perché alcune delle promesse non sono state mantenute in maniera plateale, come quella di un’assemblea pubblica».

«È il momento di passare dalle promesse ai fatti – conclude Russo -. Se questa amministrazione vuole davvero rispondere alle necessità di quartieri troppo a lungo trascurati, deve agire subito. I bisogni sono chiari: serve solo la volontà politica di farsene carico».


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